Siamo qui per voi
Fissate un appuntamento per una consulenza non vincolante o chiamateci direttamente in caso di domande.

![]()
header.search.error
I prodotti acquistati in negozio hanno un prezzo chiaro: si guarda il cartellino del prezzo e si paga alla cassa. Ma come spiegare ai figli il costo del riscaldamento, dell’elettricità o di Internet?

Già da piccoli i bambini imparano che nella vita di tutti i giorni dobbiamo spendere soldi per molte cose. Vedono la mamma o il nonno pagare alla cassa o, più tardi, spendono la loro paghetta. Nel frattempo, imparano a conoscere il prezzo di varie cose. Molto meno ovvio, invece, è il prezzo della luce nella stanza dei bambini o di una bella doccia calda. Quando facciamo la doccia oggi, non vediamo la bolletta dell’elettricità fino a mesi dopo e spesso i bambini non se ne rendono nemmeno conto. Quanto è costata la doccia calda di questa mattina? Quasi nessuno lo sa con esattezza, ragion per cui nella vita di tutti i giorni a queste spese si presta spesso poca attenzione. Tuttavia, renderli visibili promuove un uso attento delle risorse, protegge il portafoglio e contribuisce all’educazione finanziaria dei bambini.
Ma non è solo il costo dell’elettricità o del riscaldamento a essere invisibile per i bambini. Anche le bollette per Internet, la tessera della biblioteca, gli abbonamenti per lo streaming, le assicurazioni e il canone radiotelevisivo sono raramente visti da bambini e ragazzi, soprattutto nell’era delle fatture digitali e dei pagamenti automatici.
Inoltre, è sempre più facile spendere denaro online. Spesso sia l’acquisto sia il denaro sono intangibili. Semplicemente, il denaro «sparisce». Questo rende più difficile sviluppare un’idea dei costi, soprattutto per i bambini e i giovani.
I costi invisibili hanno molto a che fare con il fatto che non è più possibile vedere cosa si paga.
Parlando attivamente di questi costi e rendendoli trasparenti, potete educare i vostri figli a un consumo responsabile e a una pianificazione delle spese più realistica. È una base importante per saper stilare un budget in futuro, per avere il denaro sotto controllo e per proteggersi dai debiti.
Il modo più semplice per spiegare i costi nascosti è sfruttare situazioni quotidiane concrete. Ad esempio, invece di rinnovare automaticamente la tessera della biblioteca, poco prima della scadenza, potete calcolare insieme a tavola quanto costa la tessera a settimana o al mese. Pensate poi a quanto spesso prendete in prestito libri e media e se volete rinnovare la vostra tessera della biblioteca.
Potete guardare insieme anche i costi della casa: ad esempio, quando ci si lava i denti, si può discutere con il bambino del perché è meglio chiudere il rubinetto per risparmiare acqua e denaro. Oppure fate in modo di spegnere le luci insieme quando non c’è nessuno nella stanza e spiegate che in questo modo si risparmiano elettricità e costi.
Per quanto riguarda in particolare i costi energetici, è interessante spiegare che, a differenza delle tessere bibliotecarie, i costi non sono né fissi né forfettari: il prezzo stesso oscilla e dipende anche dal consumo personale.
È anche probabile che prima o poi i vostri figli imparino a conoscere argomenti come l’elettricità e l’acqua alla scuola materna o primaria e facciano loro stessi delle domande. Sfruttate queste opportunità di apprendimento per l’educazione finanziaria di vostra figlia o vostro figlio. Così svilupperà gradualmente la consapevolezza che nella vita quotidiana ci sono molti costi invisibili e che quasi tutto ciò che consumiamo ha un prezzo.
Le situazioni quotidiane sono importantissime per creare effetti di apprendimento e costruire la comprensione.
Potete sensibilizzare i bambini ai costi della vita quotidiana fin dall’età prescolare (1-3 anni). Ad esempio, potete chiedere al bambino di spegnere la luce quando esce dalla stanza e di chiudere il rubinetto subito dopo essersi lavato le mani.
In generale, i bambini imparano meglio attraverso i sensi. È quindi particolarmente utile rendere visibili i costi nascosti. Ad esempio, potete spiegare: «L’elettricità per la luce costa. Quando vediamo la luce, c’è un costo.» Oppure potete mostrare principi come il consumo di acqua o il riscaldamento con l’aiuto di giochi di ruolo o disegni.
A partire dall’età della scuola materna, intorno ai 4 o 5 anni, potete coinvolgere i bambini nella vita finanziaria quotidiana: potete scrivere insieme la lista della spesa e guardare i cartellini dei prezzi e lo scontrino dopo aver fatto la spesa.
Allo stesso tempo, potete affrontare anche il tema dello spreco alimentare: una volta che il bambino avrà visto lo scontrino, capirà meglio che gettare il cibo significa fondamentalmente gettare denaro.
I bambini più grandi, a partire dagli ultimi anni di scuola primaria (9-11 anni), possono già comprendere costi invisibili più complessi, soprattutto se vengono coinvolti nella pianificazione del budget per la famiglia.
Uno strumento ideale per iniziare è il salario giovanile. In questo modo, i ragazzi sperimentano quanto costa la vita e si fanno carico di una parte importante delle proprie spese. Dovreste assistere vostra figlia e vostro figlio nella pianificazione e redigere insieme il primo budget: così, potrete esaminare più da vicino i costi «invisibili» come l’affitto e la cassa malati.
A partire dalle medie, cioè tra i 12 e i 14 anni, è opportuno parlare anche di spese digitali, come gli abbonamenti per lo streaming o gli acquisti in-app: discutete con vostra figlia o vostro figlio di come funzionano queste transazioni e di quali sono i rischi.
Fissate un appuntamento per una consulenza non vincolante o chiamateci direttamente in caso di domande.
Disclaimer